IRENE L’ASOCIALE

Se c’é una cosa che mi riesce difficile capire, é la diretta su Facebook.

Io non ho Facebook. Angela mi dice che dovrei FARMELO, perché vivo fuori dal mondo.

Quando conosco gente nuova, mi dicono “Dai ti aggiungo su Fb!” La frase viene pronunciata  con il telefono in mano pronto per il click. Io rispondo che non ce l’ho e vengo guardata come se avessi detto che ho mangiato un bambino.

Angela invece lei é supersocial. Ieri sera mi ha raccontato che la sua collega ha fatto un video in diretta. Io non capivo e così mi ha fatto vedere.

Dunque: la sua collega in macchina con un’amica. Alla  guida l’amica e lei seduta accanto con lo smartphone appoggiato sul cruscotto.

In sottofondo musica latino americana e loro che sculettano da sedute e muovono le spalle a ritmo di bachata.

La tizia non impegnata alla guida, inizia a dire cose del tipo:

“E alloraaaaaa?? Siamo o non siamo le numerE uno?”

risatine

“Eeeggià eh!”

“Ah no?”

“Ahhhh ciaooooo Pieroooooo! Ahhhahaha anche a te Lucaaaa!

Io continuo a non capire e chiedo ad Angela:

“Ma chi cazzo é Piero? Ma perché?”

“Minkia ma lo vedi che sei tagliata fuori dal mondo? Sta salutando I FANS che sono collegati in diretta, che stanno vedendo il video.”

I FANS?

“Allooooooraaaa, noi stiamo tornando  dalle Gru (centro commerciale) e vi volevamo fare un salutino….AHahahahah Ciao amoreeeee, baci anche a te! ….Ma vaaaaa sei tu bellissima, noi siamo distrutte dallo shopping!”

“Cioé noi oggi ci siamo comprate…dunque…io…”

Partono all’unisono a fare l’elenco degli acquisti.

“Ahhahah parliamo una alla volta, che se no i nostri ammiratori non capiscono…dunque io ho comprato un paio di leggings fighissimi…meglio fare allenamento con lo step stasera perché quaaaaaaa la prova costume……eeeeeheheheheh! Poi una canotta da Intimissimi stra sexy…..”

“Eeheheheh noi siamo troppo avanti, digli delle scarpe!”

“Ah ma volete vederle? Aspettate eh……”

Ravana in una borsa e tira fuori un tacco 12 con plateau.

“Ecco, vi piaccionooo? AHAHAHAHA Paolo sììììì sono da battaglia!!! Ci attreziamo, noi!”

Dopo i primi 6 minuti volevo scappare.

Io mi chiedo…Ma davvero?

Ma a cosa servono le dirette su facebook?

Angela mi guarda e dice:

“Beh, sì sono due coglione in effetti.”

E come dicono qui a Torino per chiudere un discorso:

BON.

IRENE L’ASOCIALE

LE REGOLE DELLE DONNE SAGGE.

A volte, come oggi, mi fermo a pensare a come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto una cosa anziché un’altra.

Potevo restare a Milano dai miei e studiare lì. Invece mi arriva in eredità un bilocale di una mia prozia e via. Parto per Torino con tre valige grandi, vari pacchi e buste di plastica dove ho raccolto quello che volevo portarmi con me. A Torino non conoscevo nessuno e la prima é stata Angela, la mia vicina di casa e di cuore. Senza di lei sarei diventata una gattara pazza con le ciabatte rotte. Almeno le ciabatte rotte lei me la fa evitare. Mi dà consigli fashion a modo suo. Come quando mi aveva mostrato fiera le sue Crocs o come caspita si chiamavano, leopardate. Tutto quello che é tamarro, animalier, tarocco, a lei sta divinamente. Merito anche del metabolismo da Bolt che si ritrova, che le permette di infilarsi nei jeans che di solito stanno bene solo ai manichini.

L’ho incrociata mentre cercavo di trasportarmi sulle spalle uno scatolone pieno di foto, biglietti, cartoline. Scontrini, biglietti di treni di viaggi da ricordare…

Lei scendeva le scale correndo e a momenti mi investe.

“Ciao, vuoi una mano? Ce la fai?”

Da lì non ci siamo più separate. “Ma sta roba la devi buttare, no?”

Io spalanco gli occhi:

“Sei matta? Ci sono i miei ricordi qui.”

“Cioé, ti tieni gli scontrini, i biglietti dei treni, le cartoline degli anni 80? Sei malata, come quelli che fanno vedere nei documentari, che non buttano niente”

Quella sera mi ha invitata a cena. Io avevo il frigo vuoto. O meglio non avevo il frigo.

Lì mi ha detto in due parole la sua filosofia di vita:

1) Le cose vecchie si buttano

2) Si deve vivere il momento e staccarsi dalle cose e non dipendere dalle persone

4) Se uno esce con te e non ti cerca più, non gli piaci, punto.

5) Il pane non si butta, se no quando muori ti fanno andare in un girone dell’inferno dove devi raccogliere briciola a briciola tutto quello che hai buttato.

6) I vestiti si comprano nei reparti per bambine: “Tanto ora si vestono tutte come delle donnette e si risparmia”

7)L’ascensore non si prende, che fare le scale ti intosta il culo.

8) Se un ex fa un lavoro utile, é buona cosa tenerselo amico. Meccanici, idraulici, gommisti, quelli servono.

9) Perché spendere di più quando ci sono i coupon? (Lei è la REGINA dei coupon)

10) Se fai un sorriso ai baristi, ti offrono il secondo cocktail

11) La partita di calcetto é spesso sinonimo di AMANTE

12) Se sospetti che lui ti tradisca, non é un sospetto.

13) Se uno non ti piace al primo appuntamento, non ti piacerà mai. Inutile perdere tempo.

14) L’amicizia tra uomo e donna esiste solo se uno dei due é un cesso o è gay.

15) Chi non tromba, si rivede. Se non gliel’hai data e sparisce per poi rifarsi vivo é perché crede che gliela smollerai, non perché gli manchi. Oppure é il tuo ex che pensa di potersi fare una trombata facile.

16) Mai cercare un uomo per prima.

17) Mai pregare un uomo. “Non prego la Madonna, figurati un uomo.”

18) Gli uomini bassi non é vero che hanno il pisello grande.

19) Se vai da lui e vedi polvere nel bidet, scappa.

20) Meglio single che male accoppiate.

Ecco. Forse dovrei scrivermele tutte, le regole ed impararmele a memoria.

Forse é per questo che Angela é così serena e io sembro la Regina dei ragionamenti cervellotici e sfiancanti?

 

 

 

 

LE REGOLE DELLE DONNE SAGGE.

TRIVELLATI IL PISELLO

Buongiorno, ho i capelli impacchettati con una maschera rivitalizzante. Oggi non lavoro e mi voglio dedicare a me stessa. Ciò sta a significare che mi metterò a fare le pulizie e parlerò molto ad alta voce.

L’argomento che mi sta più a cuore in queste ultime ore e di cui parlo sempre ad alta voce se sono sola, é il messaggio del mio ex. Quando un ex torna, un tumulto di emozioni ti prende e ti stritola. Rabbia, voglia di scappare, voglia di proteggere la tua quotidianità serena presa a pugni dalle sue parole che campeggiano sul display del tuo telefono. Voglia di rivalsa, voglia di piangere, voglia di andare lì davanti a lui e fargli il dito medio con tutte  e due le mani. Quanto ci avete messo voi a riprendervi da una rottura improvvisa? In quanto si digerisce un tradimento da parte di una persona di cui vi fidavate? In quanto si manda giù il nodo in gola causato dalla consapevolezza che L’ALTRA/O é meglio di voi?

Perché questo, é. Quando ci tradiscono é perché hanno preferito un’altra persona. Io ci ho messo tantissimo a digerire questo boccone avariato che aveva la consistenza delle chiappe di marmo di una biondina. Ora lui vorrebbe prendersi un caffé, vorrebbe chiedermi scusa.

E poi? Ci vorrei andare, per dirgli di “Trivellarsi il pisello” così mi avete suggerito di rispondergli. Ma io glielo vorrei dire in faccia, mentre mi tolgo la schiumetta del caffè macchiato dalla punta del naso, o mentre spengo l’ultima sigaretta. Tipo: sbuffo di fumo, mi alzo, dico “Trivellati il pisello”. e me ne vado.

Solo questa frase. Non vorrei dirgli nient’altro.

 

Angela sostiene varie ipotesi:

– non andare

– vacci e trattalo male

– anzi no, vacci e fallo innamorare poi lo lasci

– vacci e sfruttalo sessualmente

– vacci usalo sessualmente e vattene sul più bello

Io credo che in realtà vorrei parlargli, giusto per vedere cosa ha da dirmi. Insomma dovrei proprio lasciar correre? E se poi me ne pento?

L’immagine di un’amazzone bionda col culo applicato sui reni che cavalca il mio ex, mi viene in mente poco prima di strapparmi la striscetta depilatoria.

Sbbbbbbbrang! Ecco ora di sicuro di baffetti non ne ho.

No ragazzi, mi é presa una carogna nera.

Fate conto che non abbia scritto questo post dimmerda.

 

 

 

 

 

TRIVELLATI IL PISELLO

CHI NON TROMBA SI RIVEDE

Poco fa ho ricevuto un messaggio. Da un numero sconosciuto. O meglio da un numero che in realtà conosco benissimo, ma che ho cancellato come fanno le quindicenni. E’ bastato un colpo d’occhio e subito in quella serie di numeri comparsa nel mittente del messaggio ci ho visto la faccia di una persona che conosco bene: IL MIO EX

Ho scritto post che narrano le mie disgrazie con Christian, uno che assomigliava ai tempi al Dottor House, ma più giovane e non zoppo.

E’ tutto scritto. Anche la misera fine della nostra relazione l’ho raccontata per filo e per segno. Gli ho estorto una confessione che nemmeno il tenente Colombo.

Ora dopo ANNI, mi chiede se “possiamo prenderci un caffé”, ma solo se voglio, eh.

Come si fa con gli ex? Gli si deve concedere un caffé imbarazzante, pieno di domande del cazzo, tipo “Che fai di bello nella vita?”

Voi come avete fatto?

Io ero pazza di lui. Ed è finita ammmerda, come dice Angela. Per il motivo più banale: una bionda col culo così alto da sembrare applicato sui reni. Una più bella di me.

Dopo un messaggio del genere cosa si fa? Gli rispondo? Se uno lo chiami EX, senza nemmeno voler più pronunciare il suo nome, un motivo c’è?

O sono solo una donnetta ferita che in realtà si scioglierebbe come un calippo nel deserto se solo lo vedesse?

Io spero che qualcuno di voi mi dia due dritte.

Angela é stata diretta come al solito:

“Che faccio Angy?”

La risposta é arrivata su whatsapp, scritta, perché lei era al lavoro, ma farcita di diti medi, iconcine della merda e faccine che vomitano, oltre alla donnina che fa la croce con le braccia. Il testo diceva: “Ire se non lo mandi affanculo tipo subito immediatamente sei uno cogliona!!!”

E aggiunge : “Chi non tromba si rivede, si vede che non gliela dà più nessuna!”

Che faccio?unnamed

CHI NON TROMBA SI RIVEDE

INNO ALLA (MAI UNA) GIOIA

Oggi, la mia giornata ha come colonna sonora l’Inno alla (mai una) Gioia.

Partiamo dal risveglio: ho sognato di farmi la cacca addosso. No, non iniziate a farmi analisi psicologiche del sogno. So che sognare di farsela nelle mutande significhi un po’ sentirsi a disagio, inadeguati. In realtà tutto é scaturito dall’ultimo messaggio vocale di Angela, ascoltato prima di addormentarmi. E’ diventata zia e mi ha raccontato minuziosamente tutti i particolari del suo primo cambio di pannolino alla nipotina.

“No ma tu non puoi capire quanto cazzo cagano i bambini appena nati. Una cosa dell’altro mondo. Liquida, brrrutta, ‘na puzza che non ti dico. Insomma mi volevo ricandidare al cambio di pannolino del dopo svezzamento. Tutto sto latte materno e sta cacca verde. Ire! Ti giuro. Mamma mia.”

Ecco. Dopo aver ascoltato questo mi sono addormentata e ho sognato di cacarmi addosso. Mentre ero al supermercato. Anni di cassa al Super condizionano anche i miei sogni.

Mi sveglio nauseata, mando un vocale di risposta ad Angela in cui le dico:

“Magari torna a raccontarmi le tue acrobazie erotiche con il tuo stallone di turno, che ho sognato ‘na vagonata de mmerda”.

Mi voglio fare un caffè. Con la moka. A me le cialde di George Clooney non piacciono. C’è pochissimo caffé, mi sono dimenticata di comprarlo. Così cerco di fare una mini caffettiera, quella da una tazzina. E la tazzina esce. Bello fumante. Tiro un sospiro di sollievo e mi dico “Aaahh. Meno male.” Verso il caffé nella tazzina arancione, la mia preferita e magicamente mentre la sto appoggiando sul tavolo

MI CADE.

Rimango a guardare il caffé che si espande sul tavolo a mò di tsunami. Faccio in tempo a prendere il pc e lo salvo da morte certa. Pulisco il tavolo. Niente caffé. Potrei andare al bar ma non ne ho voglia. Allora opto per il latte di soia, con i cereali. Dopo averlo bevuto mi accorgo che era scaduto da tre giorni.

Esco, vado al bar e ordino un caffé. Mi viene in mente mia madre, che non solo é un’hippie ferma al ’70, ma mi é diventata schizzinosa su alcune cose.  Il concetto di hippie e quello di schizzinosa sono contrastantissimi. Sarà la vecchiaia. Insomma mi viene in mente lei che mi dice che al bar é meglio bere il caffè tenedo il manico della tazzina di fronte alla bocca. E’ scomodo, ma di là bevono meno persone. Ci provo e la tazzina, porca puttana,

MI CADE-

Nessuno mi ha vista ma l’imbarazzo é tremendo. Mi scuso, pago DUE caffé, me ne faccio fare un altro, bevo e esco.

Ho un appuntamento di lavoro alle 10.

Sono in anticipo. La tizia che devo incontrare é in ritardo. Dopo quasi mezz’ora,la chiamo. E’ spento.

Metto una mano in tasca, inizio a giocherellare col biglietto della metro.

Poi lo tiro fuori, lo guardo e vedo

LA DATA

L’appuntamento é

DOMANI.

Non oggi. Fottuto DOMANI.

Torno a casa. Ho mal di testa, e mi dico che devo fermarmi a comprare il caffé.

Arrivo  a casa. Il mal di testa c’é sempre e penso che un bel caffé amaro mi farà bene.

EINVECENO!

Perché non sono andata a comprarlo.

 Vado al bar ( non quello di prima).

Ordino un caffé. Esco, voglio girarmi una sigaretta.

Rovisto nella borsa et voila.

Tabacco rovesciato.

Buona serata, io vado a prepararmi un minestrone surgelato.

INNO ALLA (MAI UNA) GIOIA

UNA DONNA ANOMALA

Oggi mi sono domandata come sia possibile essere così diversa da tutte le donne che conosco o quasi. Tutte le mie amiche mi sottolineano continuamente che non sia possibile che non mi piaccia nessuno. Mi vogliono presentare uomini, mi istigano a trovare interessanti esemplari di fauna maschile con cui io non riuscirei nemmeno a bere un caffé. Ci ho provato: “Ire, vieni stasera al mio compleanno, ti DEVO presentare uno”.

Ci ho provato, dicevo. L’ho fatto più che altro per non fare la solita disfattista. Mi sono seduta a questo tavolo di amici della mia amica, coppie per lo più. E poi qualche uomo apparentemente invitato per lo stesso motivo: “Ti DEVO presentare UNA”, gli avrà detto la mia amica Giulia.

“Ire, hai l’imbarazzo della scelta, quei tre lì sono single”.

A 32, 33 anni. Ci sarà un cazzo di motivo, dico io.

INFATTI.

Mi attacca bottone (io direi più UNA PEZZA AR CULO) uno dei tre.

Con la scusa di versarmi il vino dice: “Dimmi tu basta”.

Ecco, se non sei nemmeno in grado di versare del vino in un bicchiere cosa vuoi che ti dica.

Io non ho detto “basta”, l’ho guardato mentre riempiva il bicchiere e questo ha aggiunto: “Ahhhh! Abbiamo un’alcolista!”

Poi siccome era seduto di fronte a me, ha iniziato a farmi un pippone sui segni zodiacali.

“Da come parli, devi essere una bilancia, guarda ho già capito un po’di cose di te.”

Meno 5 punti. Giusto per la saccenza.

Io tengo il gioco. “Ah, sei un astrologo.” Il resto della serata mi parla solo di Mountain Bike. Lui é uno sportivo é andato in bici qua, là, su, giù.

Al momento di ordinare ha rotto le palle al mondo perché doveva far sapere che lui mangia solo proteine e allora magari visto che eravamo in tanti avrebbe fatto il “pasto sgarro”.

Eh sì perché guardando il menù si è reso conto che pareva triste con tutto quel ben di Dio, chiedere una fettina di pollo ai ferri. Allora ha ordinato un PIATTO DI BRESAOLA. Mi ha parlato per un tempo infinito di come si prepara, della pasta col tonno che mangia la mattina. Delle fasi della sua dieta.

Io lanciavo sguardi di richiesta di aiuto alla mia amica e lei mi strizzava l’occhio.

Ad un certo punto siamo uscite a fumare una sigaretta. Lei mi fa: “Si mette bene secondo me”.

“Ma é un chiodo nel culo.”

“Oh, Ire, mamma mia come sei difficile, é bello, con un fisico pauroso, si vede che ce n’è. Ma sei una DONNA ANOMALA!!!”

Rientro, mi siedo e mi dico che forse Giulia ha ragione. Lui nel frattempo mi chiede se sono su Facebook.

NO. Io non ho Facebook.

Spalanca gli occhi come se gli avessi detto che mangio vetri a colazione.

“Ma come? Ah sei una radical chic!”

Io voglio solo andarmene.

Arrivati al dolce ordino una crema catalana. Lui mi tocca l’avambraccio e dice: “Ahiahiahi! Diamo da mangiare alle ciccette?” Strizzandomi l’occhio aggiunge: “No dai, sei bellissima”.

Prendo il telefono e mando un whatsapp a Giulia, seduta dall’altra parte del tavolo.

“Giù, porca puttana.”

Finalmente arriva il momento di andare via, un’ultima sigaretta tutti insieme tranne lui, che sta in disparte a guardare il suo orologio da polso.

Lo guarda, lo tocca. E annuncia: “Cazzo, oggi solo 21000 passi.”

E’ un contapassi, non un orologio. E se potessi dire quello che penso direi:

“Non ti preoccupare che per andartene affanculo stasera ne puoi fare ancora un po’”.

Saluto e scappo.

Arrivata a casa mi arriva un messaggio su whatsapp, Giulia gli ha dato il mio cazzo di numero.

“Buonanotte principessa, sogni d’oro”.

Io penso solo:

MA PORCA PUTTANA.

Buona giornata a tutti.

UNA DONNA ANOMALA

NON SONO SPARITA. E’CHE C’HO SEMPRE CAZZI.In senso figurato, purtroppo.

Mi sono resa conto di aver abbandonato il blog, ma non il mio vizio di tenere un’agenda dove scrivo in poche righe i resoconti delle mie giornate.

Cosa mi è successo in tutto questo tempo?  Ora ve lo dico.

– Vivo sempre al quarto piano, con sotto la mia vicina di casa e di cuore Angela.

– Non lavoro più al Super. Ebbene sì. Finalmente la mia laurea ha dato i suoi frutti e lavoro in una comunità di ragazzini stronzini.

– Angela é stata fidanzata per 7 mesi con un tizio che non mollava mai la sua “EX”. Lui le raccontava un sacco di palle, tipo “HO una relazione ma va molto male, non trombiamo da un anno, a breve torno a vivere da mia madre.” Tutte palle, ovvio. Palle che noi che siamo stalker abbiamo scoperto nel giro di poco. E così una sera Angela si é rotta le palle ed é andata direttamente a casa del tizio in questione a raccontare tutto alla sua “EX” che ex non era mai stata. “Mi ringrazierai!”, le diceva. Infatti sono diventate amiche.

– Il mio lavoro in questa comunità mi porta via molto tempo, ma alla fine sono felice. Vi racconterò anche del mio lavoro, prossimamente. E poi al Super erano andate via quasi tutte le mie colleghe storiche. Solo il macellaio Bernardo é rimasto. Quello che tra una fettina e una braciola cercava di appoggiarlo a tutte..

La mia casa é sempre più piena di cose. Libri, scatole con dentro libri. Foto appese, biglietti di concerti, cose da adolescente. Ma a me va bene così. Del resto sono nata da due genitori che sono stati a Woodstock.

– Sono sempre la solita, mi iscrivo in palestra e non ci vado. Quando ci vado esco distrutta e mi vedo sempre troppo flaccida. Angela é sempre strafiga invece. Lei dice che sono le pene d’amore.  Io quando ho le pene d’amore ingrasso. Lei mi dice “E’ che tu sbagli, deve essere più pene e meno amore”. Avrà ragione.

– Io con l’amore sono messa che esco con uno, esco con l’altro e non mi piace nessuno. La nonna di Angela ovvio mi dice che TENGO il malocchio.

– Stasera io e Angela ci guardiamo Sanremo insieme. Lei é sempre la regina dei reality, del trash e della tv spazzatura. Ovviamente é una scusa per mangiare mezzo Kg di orecchiette con le cime di rapa. E berci una bottiglia di vino.  Non sia mai che le possa chiedere andare a mangiare il Sushi: “IO il pesce crudo che poi mi viene IL VERME come nel servizio delle Iene non lo mangio.” Niente da fare.

– Nel condominio é venuto ad abitare uno bono. Da tre settimane. Sembra un po’ Raoul Bova. Mi ha anche guardata una sera. Io, ovvio ero uscita a buttare la spazzatura e stavo rientrando. Leggings neri tutti bucati,  una felpa con la scritta “Slave to love” e i capelli arrotolati con una matita. Niente, lo so. Sono una sfigata.

NON SONO SPARITA. E’CHE C’HO SEMPRE CAZZI.In senso figurato, purtroppo.